Il recupero funzionale dopo una patologia del sistema nervoso, con un approccio comprensivo e multidisciplinare che parte dalle abilità residue del paziente.
La riabilitazione neuromotoria si occupa del recupero funzionale delle persone con patologie del sistema nervoso. Un processo che migliora le funzioni, riduce i sintomi e accresce il benessere del paziente e della sua famiglia.
Oggi l'attenzione si è spostata dalla disabilità alle abilità residue: il paziente è il primo protagonista del proprio percorso, e i professionisti gli danno gli strumenti per superare i limiti imposti dalla perdita di funzione.
È la capacità del cervello di adattarsi e creare una nuova organizzazione del sistema nervoso. Su questa capacità di riorganizzarsi e rigenerarsi si fonda tutto il recupero: il danno si può curare.
Movimenti secondo diagonali e spirali che, tramite stimoli propriocettivi, recuperano il movimento alterato usando i fulcri più forti per rinforzare quelli più deboli.
Metodica neuro-cognitiva per emiplegia e spasticità: stimolando percezione, memoria e attenzione, il cervello si riadatta al movimento perduto.
Un apprendimento propriocettivo e sensoriale (tattile, visivo, uditivo) che lavora sulle capacità residue per il recupero motorio, sull'intero corpo.
Con l'aiuto di uno specchio, il cervello "vede" muoversi l'arto leso attraverso il riflesso di quello sano, stimolandone la capacità residua.
Dispositivi tecnologici avanzati fanno compiere movimenti attivi all'arto colpito, stimolando la motricità residua e la plasticità cerebrale. Efficace dopo l'ictus.
Il trattamento deve essere tempestivo: prima si inizia, più chance di recupero ci sono. I primi 6–8 mesi dopo il danno neurologico sono cruciali e determinanti.
Ogni traguardo, grande o piccolo, è un passo verso l'autonomia e il rientro nella propria quotidianità.
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